venerdì 24 aprile 2015

Pure tu vuoi fare lo chef?




Per tutti coloro, che come me, vogliono diventare lavapiatti, cuochi o chef; oggi consiglio una lettura molto interessante. L’ultimo libro di Antonino Canavacciuolo “Pure tu vuoi fare lo chef?”
Quando ho visto questo “omone” nello scaffale della libreria, ho subito pensato che dovevo comprarlo. Infatti, la copertina non ha per niente smentito il proprio contenuto. E’ una guida ricca che non ci si può far scappare.




E’ una guida che raccoglie varie “regole” che, lui stesso, ha seguito per diventare l’imprenditore che è ora. E’ piena di consigli per tutti i lettori. E’ un libro che ti porta a domandarti: “Ma veramente, anche io voglio fare questo mestiere?”, e poi, la pagina dopo…non hai più dubbi e dici: “Ma certo!”. Ti porta a medesimarti in lui, quando ti descrive la nonna che butta acqua bollente sui polli per potergli togliere meglio le piume…
e io non posso far altro che alzare lo sguardo e posarlo sulla mia, di nonna, intenta a spezzare il pollo, tacchino o oca che ha da poco spiumato, ammazzato, ma che prima ha dato cibo per far si che noi, altri componenti della famiglia, possiamo gustarcela domani a pranzo! (Almeno, per me che abito in campagna è così!)

E poi, ti porta ad essere d’accordo con lui quando ti parla dell’organizzazione dei professori nelle scuole alberghiere. Molto spesso, essendone una studentessa, vedo prof con l’umore nero appena entrano in cucina. E questi come possono far appassionare i ragazzi? Oppure, non sanno dare un rigore ed autonomia nei movimenti agli studenti ( e credetemi non so quale è peggio) per poter preparare una cena per 200 persone. E quelli che non sanno spiegare, ne vogliamo parlare?

 Inoltre, ha creato una sezione dove propone 30 ricette per fare “ginnastica” in cucina. Dalle basi, ai piatti gourmet passando dai lievitati e dolci.

“Allenatevi ogni giorno e capirete se avete davvero la stoffa dello chef. E se non ce l‘avete almeno avrete imparato a cucinare un po’ meglio.”  A.C


Insomma, un libro che non si può certo non leggere con matita alla mano!


Federica xoxo

P.S. Da questo libro ho capito tante cose, ma una non riesco a comprenderla… Chef, ho tanto la sensazione che ha scritto rivolgendosi a un pubblico prettamente maschile, mi sbaglio?

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