lunedì 20 novembre 2017

THANKSGIVINING. UNA PUMPKIN PIE PER DIRE GRAZIE .


Quest’oggi voglio offrirvi una fetta di pumpkin pie per dirvi grazie. Questa è la settimana del Thanksgivining, il giorno del Ringraziamento, e anche se non è una festa nostrana; quest’anno ho deciso di farmela un po’ mia e di portarla alla celebrazione. Spero che possiate farla anche po’ vostra e sfornare pumpkin pie ha tutto spiano, che il posto che vi accoglie la sera quando siete più stanchi, più vulnerabili, possa profumare di cannella, chiodi di garofano e anice stellato. Come dicevo, non è una nostra tradizione, ma perché non potrebbe diventarlo, in questa settimana, o tutta la vita: perché in fin dei conti, tutti dobbiamo ringraziare qualcosa. Sempre. O qualcuno, che abbia sporto l’ancora di salvezza in un momento drastico della nostra vita, in cui ci siamo attaccati per poter rivedere la luce del sole, uscire dalla marea che ci ha trascinati in fondo, risalire, respirare ancora a pieni polmoni. Questa vuole essere un ode alla sofferenza. Perché non è vero che la sofferenza è sempre una brutta bestia, una fastidiosa canaglia.

mercoledì 15 novembre 2017

ORANGE UPSIDE DOWN CAKE


In principio era un singolo e isolato ‘etciù’. In principio doveva essere una BLOOD orange upside cake.
Ma poi che succede ?!
Succede che scopri che quel singolo ed isolato, unico starnuto, se non controllato può moltiplicarsi in due, tre, quattro, cinque volte….o per quante volte hai deciso di vestirti leggera, poco coperta: quindi con me, un milione di volte trasformate successivamente in milioni di ‘etciù’.
Poi succede che, con il raso tutto rosso corri dal fruttivendolo perché hai un disperato bisogno di pieno di Vitamina C; e quello che speri di trovare sono arance rosse, ma rosso sangue, perché sono le uniche che bene o male riesci a tollerare. Beh, alla fine,  scopri che… le prime arance rosse arriveranno in commercio solo , e ripeto solo, dai primi di dicembre in poi.

giovedì 9 novembre 2017

VELLUTATA DI ZUCCA



E’ un emozione unica, per me, ritrovarmi in cucina a mondare e tagliare cipolle; sfumare con del buon brodo fatto in casa e aggiungere patate quando tutto è in ebollizione. Quel vapore che si sprigiona dalla pentola e invade tutta la cucina.
Immaginatemi adorante mentre vedo compiersi la magia all’interno di quel tegame; la zucca che si ammorbidisce, la cannella e i chiodi di garofano che sprigionano tutto il loro aroma. E’ un momento quasi sacro preparare la prima vellutata di stagione. Quest’anno ho scelto la zucca, sotto consiglio di una mia lettrice, e per quanto classico possa essere questo esempio; devo dire che non avevo mai provata.
Ho aspettato il tramonto, quella calda luce soffusa, un maglione bianco panna a ricoprire le mie spalle. Un tè alla vaniglia semplice, ad accompagnare la preparazione. Tutto deve essere perfetto, in quella mezz’ora in cui gli ingredienti viene tuffati nel brodo. Da anni, ormai. La mente vuota, leggera, positiva. Dalle casse deve uscire musica melodica in cui puoi ballarci sopra a passi svelti e dolci. Ogni problema o brutto pensiero deve essere accantonato fuori dalla porta. Lontano fuori dalla portata, perché tutto deve essere semplice, senza sforzi, proprio come la vellutata.

Per questa mia prima ‘ciotola di stagione’, come vi ho detto, ho scelto la dolcezza della zucca, la morbidezza della patate ridotte a tocchetti, l’armonia del brodo in cui ho deciso di tuffare una sacchettino in panno, in cui ho racchiuso tutti gli aromi dell’autunno: una manciata di chiodi di garofano e cannella in stecche. Infine, mantecato con dell’ yogurt greco per dare cremosità e un pizzico di acidità, che in contrapposizione alla dolcezza della vellutata, è perfetta!

domenica 5 novembre 2017

CRACKERS AI SEMI DI LINO



Tra gli impegni della settimana, ti ritrovi a far ciò che ti piace solo la domenica; in un ora di pomeriggio tra la diretta della barbara nazionale, la voglia di cliccare play su Netflix perché la sera prima hai scoperto una serie che ti sta dando alla testa, e la voglia / non voglia di uscire di casa per fare passeggiate moderne tra nuove aperture di negozi per passare a prima quelli abituali, che già sai mai cambierai.

Ecco la mia ultima giornata del week-end sta trascorrendo proprio così. Che poi cara Fede, sai mai quando pubblicherai questo articolo? Mmhhh….. lasciamo stare. Cambiamo argomento.

Così il prossimo da trattare è questa insana voglia che ho di avere un bicchiere di vino tra le mani (rosso, corposo, come quello che trovate in foto) così da poter scrollare, sorso dopo sorso, tutta la fatica della settimana che si è annidata tra le scapole contratte; che solo un buon massaggio potrebbe sciogliere. O un bagno caldo, con tanto di candele profumate tutte intorno alla vasca. E il mio bicchiere di vino, magari bianco e frizzantino. Che mi stia definitivamente convertendo dal boccale di birra al calice di vino?

Che poi cosa sgranocchiare quando queste voglie ti assalgono, per far sì -soprattutto- che non ti assali qualcosa altro come una parlata un po’ più strascicata del solito e una testa che giri un pochino?. Io ho optato per dei crackers ai cereali e semi di lino. Aromatizzati al parmigiano e con quel pizzico di burro per rendere tutto più friabile.

Per una domenica pomeriggio che sappia di calzettoni pelosi, tuta comoda, copri vestaglia, canzoni stonati, capelli arruffati, viso struccato e pensieri brillanti.
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